Il mistero dell’abbazia

Come molti altri giochi deduttivi deve molto a “Cluedo” ma è l’atmosfera che lo rende speciale perché si ispira alle atmosfere medievali de “Il nome della Rosa” di Umberto Eco e ci trasporta dentro una abbazia templare del XII Sec. dove, tra una messa e l’altra, dobbiamo scoprire chi ha assassinato Frate Adelmo.
A differenza di Cluedo il gioco risulta più imprevedibile e, forse, un po meno logico ma ciò aggiunge quel “di più” necessario per l’avvio di una nuova partita. Meno logico che corrisponde a meno semplice, perché non è una passeggiata arrivare ad identificare l’assassino prima degli altri investigatori tra le varie messe della giornata. Il gioco aggiunge, inoltre, interessanti variabili tra i giocatori generate dalla pesca dai mazzi delle carte Evento, Biblioteca ecc..  Un aspetto particolarmente importante del gioco sta nella possibilità di poter evitare di rispondere alle domande ma, di conseguenza, non potendo effettuare una domanda a nostra volta. Le risposte sono pubbliche, dunque tutti sono sempre coinvolti nel gioco, e perdersi una risposta (o una domanda!) fa perdere informazioni che potrebbero rivelarsi molto utili.  Fondamentale quindi sapere organizzare le informazioni che riceviamo, anche inaspettatamente, per poter applicare la deduzione non solo quando siamo coinvolti direttamente con la nostra domanda. In altre parole, tutto quello che avviene durante il gioco è informazione utile, ed il sapere organizzare in maniera logica queste informazioni con dei chiari appunti è spesso determinante ai fini del vincitore del gioco.

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Il gioco risulta più caotico e meno logico del Master Mind ma anche di Cluedo o di Mystery Express ad essere sinceri.
Ma in un’indagine, quanto la logica è determinante?
Mi spiego meglio, l’indagine , solitamente utilizza la retroanalisi: abbiamo un “fatto”, un “qualcosa” che è già successo e del quale dobbiamo ricostruirne la storia (come succede per l’archeologia, l’analisi storico – artistica di un quadro, un crimine, ecc.) o estrapolare dati determinanti per delle possibili future analisi (come succede per l’economia, la ricerca medica, incidenti aerei, ecc.). Si tratta in pratica del risalire alla causa conoscendo solo l’effetto finale. Qualche esempio per semplificare: in un omicidio potrebbe essere il movente scatenante, nella medicina le cause ambientali che scatenano una malattia, in un incidente d’auto un malore, l’alcool, o il cellulare come causa, ecc.
Ma com’è possibile la ricostruzione di un evento casuale? C’è una logica alla quale riferirsi per risalirne a delle possibili origini forse casuali anch’esse?

Riporto brevemente che cos’è la logica:

  • La logica potrebbe essere considerata come la scienza del ragionamento corretto.
  • La logica è una scienza autonoma che studia i metodi e i principi più usati nel distinguere i ragionamenti corretti da quelli scorretti.
  • La logica è la scienza che riguarda gli enunciati che possono essere veri o falsi.
  • La logica si occupa della relazione di “conseguenza logica”
  • Un ragionamento logico è una forma di ragionamento che consente di giungere a una conclusione a partire da premesse, seguendo un percorso logico-razionale. Se le premesse sono vere, allora anche la conclusione sarà vera ( deduzione logica ).
  • A questo link degli audio di Oddifreddi sulla logica per ulteriori approfondimenti.

Ogni evento dovrebbe dunque essere ricostruibile poiché la sua realizzazione ha inevitabilmente una premessa “vera”. Un motivo vero e determinabile al quale risalire per capire i perché dell’effetto, ma cosa è “vero e determinabile” fuori della matematica?

Ipotizziamo che un gatto balzi da un tetto schiantando il parabrezza di un’auto che passa creando un incidente su di un marciapiede affollato. Difficilmente avremo la testimonianza del gatto a garanzia della “vera” versione dei fatti. La visione finale del gatto sul parabrezza non ci assicura se la povera bestia è stata lanciata appositamente da qualcuno per causare l’incidente o se si è lanciato spontaneamente dal tetto. E se dell’incidente mancasse la testimonianza diretta dell’autista dell’auto? L’unico che ha visto con i suoi occhi il gatto schiantarsi sul parabrezza (facciamo finta che abbia perso la memoria nel trauma) come potremmo risalire alla verità? In realtà una versione corretta dei fatti esiste ma non ci è dato conoscerla. Quanto, nella comprensione di questi processi ci può aiutare la logica? Gli eventi “casuali” sono una costante nel nostro mondo anche se per definizione come “casuale” intendiamo tutto quello a cui non sappiamo dare una risposta certa del “perché” è accaduto. Vincite milionarie alla lotteria, fulmini che colpiscono ignari villeggianti, stormi di uccelli che si alzano in volo colpendo il parabrezza di aerei, ecc. sono, se non proprio fatti giornalieri, è almeno plausibile che si verifichino ogni tanto ma, nonostante il fatto che noi siamo a conoscenza che certe cose accadono, non le riusciamo a prevedere e non riusciamo neppure a risalire alla loro causa se non utilizzando parametri astratti come le statistiche, utili per dare una risposta con i grandi numeri ma che non ci aiutano a capire il “perché è capitato proprio a me!”…o a qualcun’altro!

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