Il pane di segale e le streghe di Alicudi

Alicudi, piccola quanto meravigliosa isola dell’arcipelago eoliano, è celebre, non solo per l’aria pulita, il mare cristallino e il suo territorio selvaggio e incontaminato, ma anche per la gran quantità di maghe, indovini, guaritrici e oracoli che leggono il futuro, bloccano le tempeste, volano in cielo con le barche e parlano con demoni e santi. Tra i suoi abitanti c’è ancora chi si ricorda di questo intreccio tra fantastico e reale, paranormale e irrazionale che sicuramente contribuisce a donare al piccolo isolotto un’aura misteriosa e affascinante di un certo livello. Storie tramandate dal passato e ricordate ancora dagli arcudari rimasti, con tutte le possibili discrepanze dovute a testimonianze passate ormai divenute quasi leggende o “sentito dire”.
Naturalmente si tratta perlopiù di racconti legati al folklore, ma come sempre qualcosa di vero c’è.
Per questi racconti che sfumano fra storia e leggenda, qualcuno ha provato a dare una spiegazione: il pane dell’isola fu spesso contaminato dalla segale cornuta. Il mistero si riferisce attorno ai primi anni del Novecento. Allora Alicudi, che non era un’isola dedita alla pesca, era a prevalenza agricola, ed era inoltre molto più abitata. Si coltivavano prevalentemente ulivi, viti, alberi, ortaggi e la segale, quest’ultima per trasformarla poi in pane. Ma qual è la storia? Semplicemente che dal 1902, e per qualche anno, la popolazione cominciò ad avvistare “donne che volavano”, che si trasformavano in corvi, oppure uomini in barca che tagliavano le trombe marine, ombre avvolte nella nebbia o animali che poi svanivano nel nulla. Una realtà parallela quindi, tra l’altro condivisa: tutti o quasi gli abitanti rivelavano di avere questo tipo di visioni “non razionali” all’epoca. Una vera e propria allucinazione collettiva, che è stata spiegata in maniera scientifica un bel po’ di anni dopo con il consumo di segale contaminata.
La segale (Secale cereale) è una graminacea utilizzata fin dall’antichità per l’alimentazione umana e animale. Una malattia che colpisce questa pianta è la “segale cornuta” causata dal fungo ascomicete Claviceps purpurea. Al giorno d’oggi questo patogeno non causa grossi problemi alle coltivazioni, tuttavia nel passato ha arrecato grosse problematiche e portato a risvolti storici e sociali non indifferenti. L’alimentazione di farine ottenute da segale contaminata causa una serie di disturbi anche molto gravi che prendono il nome di ergotismo.
Tra gli alcaloidi isolati in questo fungo venne individuato l’acido lisergico, la cui dietilamide, scoperta ad inizio ‘900 dal chimico svizzero Albert Hofmann, è sicuramente più conosciuta con il nome di LSD. Conseguentemente a questa scoperta ci furono studi che misero in correlazione il consumo di farine contaminate dal fungo con alcuni casi di follia collettiva accaduti nel medioevo e con diversi episodi che sfociarono in cruenti processi per stregoneria.
L’ergotismo era diffuso per lo più tra le persone che vivevano in aree rurali povere, dove il pane e simili era la dieta base giornaliera; il pane preparato con farina contaminata era detto PANE MATTO, Segale ubriaca, o Pan Delfo (quando legato al rapporto tra umani e spiriti delfini in dati culti misterici del Mar Nero e Mediterraneo, ovvero usato in appositi culti religiosi dove il consumo volontario o accidentale di farine o bevande infette era assai controllato), e causava epidemie in varie zone di Eufrasia, dove il pane pazzo e la farina aveva differenti prezzi, a seconda che fosse contaminata o meno, così l’uso del pane bianco o scuro divenne un segno tra classi sociali e fonte di leggende. Alicudi è la più piccola isola delle Eolie, la più lontana da Lipari: è l’isola dell’arcipelago meno visitata dai turisti, e fino a qualche anno fa ci si muoveva solo con gli asini e non c’era corrente elettrica. La piccola comunità di Alicudi vive tuttora con le scorte alimentari provenienti da Palermo e dalla vicina Filicudi, visto che l’unica risorsa alimentare presente sull’isola è la pesca, oltre a qualche pianta di opuntia, capperi e avicoli: fino agli anni Sessanta gli approvvigionamenti di cereali arrivavano una volta al mese, così, specie durante i periodi di carestia e guerra, la popolazione di Alicudi rischiava l’estinzione, pertanto si arrangiava con tutto ciò che offriva l’isola segale compresa.
Beh nell’augurarvi Buone Feste a tutti vi ricordo di fare attenzione al pane di segale o pane nero se comparisse sulle vostre tavole in questi giorni …. potreste trovarvi come invitati a tavola proprio Babbo Natale e la Befana in persona … e magari anche prima delle date previste!
Auguroni a Tutti!
Per approfondire la bellezza di questo gioiello italiano guardatevi il video che segue.

4 pensieri su “Il pane di segale e le streghe di Alicudi

  1. Articolo molto suggestivo ed esauriente che sicuramente fa venir voglia di approfondire. E di volare ad Alicudi 😉
    Bacioni 🤗💖 e buone feste a tutti voi 🎄

    "Mi piace"

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