Pictureka: una rapida occhiata…

“Niente ha il potere di allargare tanto la mente quanto l’investigazione sistematica dei fatti osservabili.”

                                                                                                           Marco Aurelio

Rapido e divertente gioco di osservazione, Pictureka ci mette di fronte ai limiti della nostra rapidità nell’osservare. Il gioco è semplicissimo e consiste nel trovare più rapidamente degli altri giocatori alcuni oggetti che si trova sulle 9 schede bifacciali illustratissime che andranno disposte sul tavolo all’inizio della partita. Il tabellone cambia spesso posizione e ciò crea spiazzamento in modo che la memoria non sia sufficiente a consentirci di trovare un oggetto che magari avevamo visto in precedenza in un determinato luogo. Molte varianti consentono di effettuare partite anche con i più piccoli e comunque il gioco non ha necessità di riconoscimento verbale come Kaleidos e nemmeno grandi capacità mnemoniche come Colpo d’occhio . In Pictureka tutto si basa sulla capacità a volte quasi istantanea di individuare sul tabellone determinati oggetti o determinate serie contenute negli stessi, come ad esempio gambe, braccia, occhi, ecc.

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una parte del tabellone

Per un investigatore è una capacità molto importante quella di cogliere immediatamente quello che potrebbe tornare utile per la sua indagine: un repentino cambio di espressione, una macchia su di un vestito, un particolare tipo di bottone o del fango sulle scarpe potrebbero indicarci molte cose. In particolare la rapida occhiata dell’ interno di un luogo di lavoro o di un’abitazione dicono moltissimo sui suoi frequentatori ma non sempre abbiamo l’opportunità di soffermarci abbastanza per costruirci delle idee. La capacità di cogliere al volo qualcosa con una sola occhiata è una delle doti che un investigatore dovrebbe esercitare di più. Aldilà del gioco Pictureka anche per strada si possono fare giochi molto divertenti per esercitare la nostra osservazione. Da ragazzo mi capitava di giocare a chi vedeva per primo un prete, una ragazza vestita di verde o un’auto rossa o qualsiasi cosa d’altro ci venisse in mente, ma la mia attività preferita di osservazione la metto in pratica tuttora sui mezzi pubblici gettando rapidamente l’occhio sulle persone. Riallacciandomi all’articolo “Il sogno dell’investigatore” da una rapida occhiata dovremmo cercare di avere la facoltà di cogliere più aspetti possibili delle persone e degli ambienti intorno a noi. Sottolineo “una rapida occhiata” perché non ci possiamo permettere di fissare qualcuno: è cosa poco educata e potremmo andare incontro a spiacevoli discussioni. Rapidissime occhiate dunque nei punti giusti che ci possono dire qualcosa in più del nostro vicino, come le scarpe o le mani ad esempio. Come già ribadito è difficile avere dei riscontri delle nostre osservazioni ma l’esercizio visivo è importante e va allenato come meglio possiamo. Io utilizzo i giochi come avrete capito ma, probabilmente, esistono mezzi anche più scientifici per ottenere risultati migliori, se ne foste a conoscenza vi pregherei di comunicarli a commento, sarà invece mio dovere tornare a parlare dell’osservazione in altri post per ulteriori approfondimenti. Ancora una precisazione: qualcuno penserà che sono doti tipiche del forense ma, come sempre, niente di più lontano dalla verità: in medicina, con una certa attenzione, si riveleranno sintomi non percepiti da comuni osservatori; gli allenatori sportivi capiranno le possibilità di un atleta dai pochi movimenti fatti nel riscaldamento; gli studenti saranno abilissimi a percepire l’umore di un insegnante; un automobilista capterà con la coda dell’occhio il parcheggio che sta cercando e così via. La conclusione implicita è che l’abitudine, la professione o anche il solo proposito a farlo, facilitano il riconoscimento di caratteristiche di solito scarsamente avvertibili…ciò vale anche per noi, nella nostra quotidianità.

 

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